Anacrusi: un titolo pretenzioso come un altro

 
 

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Per fortuna, c'è chi mi smentisce

Sembra che sia morto, ma a farmi tacere per consumare il minimo di energie è solo l'arsura di Agosto in un ufficio senza né aria condizionata, né ventilatore. Dubito che con la minaccia dell'inferno ora mi possano fare più molta paura.

Ma volevo raccontare un simpatico episodio avvenuto recentemente in una nota località di turismo omosessuale (eviterò nomi per non incasinare ancora di più la situazione delle vittime di questa storia), giusto per bilanciare il post precedente.

Atto primo
Un gestore di b&b chiama un altro gestore di b&b, chiedendogli se ha dello spazio libero per circa dodici persone. Questo ce l'ha. "Ma... non ti fai problemi politici, vero?" - "Ehm... in che senso?" - "Sono un gruppo di Azione Giovani" - "Ah, ho capito. Eh, va bene dai, se non fanno casino non ci sono problemi."
Scompaiono dunque per quieto vivere dal b&b vari giornali a tematica, sostituiti da riviste più anonime.

Atto secondo
Arriva il gruppo di giovincelli, tutti intorno ai diciannove-vent'anni. Scalmanati come si può essere per una gita fuori porta di matricole, appoggiano le valigie e arraffano i free drink per una discoteca locale. "Sì, è xxx, la discoteca gay di qua", si premura di sottolineare il gestore. Inutile raccontare la reazione: "Ah, ma no, che schifo!" - "Dio, io in quei posti non ci vado manco morto" - "Bleah, che schifo!". Ah, il fatto che poi uno del gruppo due ore dopo constati che "be', dai, però qua c'è un certo... movimento... e... ad Agosto siete liberi?", facciamo finta che non sia rilevante.
Dopo essersi sistemato, il gruppo di Giovani va quindi verso il lungomare a passare la serata.

Atto terzo
Ovvero dove scoppia il disastro. Il gruppo ritorna piuttosto presto, abbastanza alticcio. Dopo un venti minuti, comincia a sentirsi casino in camera loro. Cos'è, cosa non è, il gestore sale, entra nella stanza, e quello che vede è il più grosso del gruppo - un ragazzone con più di ottanta chili sulla coscienza - assai ubriaco, sdraiato a terra nel suo stesso... be', non leggete blog nella pausa pranzo, vero?
A quanto pare, però, non era proprio solo alcool quello che aveva in circolo. Prima comincia a rantolare, poi in un qualche modo si rialza, facendo sempre più casino. A questo punto, parte la chiamata all'ambulanza, ché questo non lo tiene più nessuno.

Per fortuna, all'arrivo l'ambulanza (anzi, le due ambulanze, perché questo non smetteva di vomitare), si trova in buona compagnia: ecco infatti anche due macchine della polizia e il capogruppo locale di AN con suoi compari. Perché? Semplice: non si può proprio definire il circondario di questo b&b come "tollerante", e piuttosto risulta essere sempre molto felice di cogliere ogni occasione per far nascere problemi.

Ed eccoci quindi al centro di questa bella commedia degli equivoci. Io non sono bravo a scrivere, quindi vi lascio in ordine sparso gli appunti per completare voi la storia:
  • il capogruppo di AN accusa i gestori del b&b di essere dei truffatori e di non meritare dunque pagamento.
  • la vicina esce con il cagnetto, dice ai poliziotti "questo b&b è abusivo", e come se nulla fosse torna in casa.
  • i vicini accusano i clienti froci del b&b di fare sempre casino.
  • il capogruppo di AN insulta i vicini perché danno dei froci a dei ragazzi di AN.
  • i vicini fanno dietrofront, e accusano i clienti froci del b&b di fare sempre casino, NON come questi bravi ragazzi (sic).
  • la polizia fa irruzione nel b&b. sì, così, senza ragione né mandato.
  • i vicini accusano il b&b di fare i matrimoni gay.
  • un vicino piglia il gestore per il bavero e comincia a scuoterlo. la polizia osserva un po' sbigottita.
  • i vicini accusano il b&b di essere troppo manifestamente gay.
  • i ragazzi di Azione Giovani su quest'ultimo argomento solidarizzano con i vicini.
  • "sì, così manifesti", commenta il gestore, "che voi non vi siete accorti di essere in un b&b gay".
  • i ragazzi di Azione Giovani capiscono che è meglio star zitti per evitare altre figure di merda.
  • il vomitatore inarrestabile risulta figlio di un avvocato e un giudice. a volte bisogna arrendersi ai luoghi comuni.
  • i ragazzi di azione giovani alla fine dicono che ha ragione il b&b.
  • il capogruppo di AN rimane della sua idea.
La domanda che mi sorge a riguardo è: ma non è che putacaso tutto questo casino fa parte di una ingegnosa operazione pubblicitaria per incentivare il turismo italiano?
# | politics, comiche, cazzimiei | commenti (6) | 01/08/2008
 

Humani nihil a me alienum puto

La questione è piuttosto complessa e articolata, e so che provocherà casino.
Mi sentirei di far partire i ragionamenti di questo post addirittura da scenari curiosi che riguardano radiocittafujiko, ma in realtà mi dovrei riferire in maniera più propria alle accuse di fascismo di fronte alla faccenda-Bertozzo (qui e qui) per arrivare al delirio scatenato contro Lorenzo "Q" Griffi, curatore tra l'altro della campagna grafica e di comunicazione di Bologna Pride e rappresentante di CarniScelte all'interno del Comitato, di cui potete leggere su Indymedia.

Le fonti le avete, se vi va di leggere il punto di vista delle parti per ognuna delle vicende. E tutti avete le mani per scrivere due parole chiave su google: vi invito a farlo.



La XII Disposizione Transitoria della Costituzione vieta la riorganizzazione del disciolto partito fascista. A puntello ed estensione di questa, la legge 20 del giugno 1952, la cosiddetta "legge Scelba", punisce anche chiunque faccia propaganda in tal senso. Anche su questo, vi invito a leggere e indagare.

Non è stato immediatamente ovvio che la disposizione e la legge fossero costituzionali, in quanto altresì nella nostra Costituzione, così come in tutte le costituzioni democratiche, si permette ai cittadini libere forme di pensiero ed espressione, sia individuali che associative. Questa domanda è stata posta quindi alla Corte Costituzionale, come potete leggere nel link a wikipedia, e il risultato non è stato marmoreo ma con sufficienti delucidazioni sulla sua interpretazione. Al di là della questione di costituzionalità della legge Scelba, fermiamoci sui motivi per cui questa legge dovrebbe aver senso:

  • Il fascismo è un movimento i cui principi vanno contro i fondamenti [della Costituzione | della Repubblica | della democrazia] e quindi va ripudiata. Osservazione interessante, ma non funziona perfettamente. I leghisti vogliono (volevano) spezzare l'Italia, idea contraria alla Repubblica unita così come appare dalla Costituzione, tuttavia nessuno ha scritto una legge contro di loro. Il punto è proprio che nella Costituzione ci dovrebbero già essere gli articoli che difendono la struttura della Repubblica, e semplicemente, anche se la Lega avesse maggioranza assoluta, non potrebbe far nulla che violi la Costituzione (a meno di non passare per via costituzionale). Punto e basta. Per chi volesse far notare che non sempre è così, rispondo: se non è così, il problema è la debolezza degli apparati destinati alla difesa e promozione della Costituzione (il che include praticamente l'intero Stato, se si vuole), non la Lega o i fascisti, e quindi questo porta a:
  • La neonata Repubblica aveva bisogno di difendersi finché giovane dai pericoli interni. Questa mi pare già una ragione più solida. Nessuno dice che certi rischi stiano veramente scomparendo con il passare del tempo, ma è il principio che conta. Il punto non è il fascismo in sé e di per sé (come anche chiarito dalla Corte Costituzionale), è il rischio che esso comporta nei confronti delle istituzioni. Di più: il reato non è qualunque forma di espressione del pensiero che tende in quella direzione (questo violerebbe platealmente l'articolo 21 della Costituzione), ma specificamente gli atti idonei alla ricostituzione del disciolto partito fascista. Non è il pensiero o l'ideologia che vengono puniti (se vivi in uno stato democratico, accetti per forza di cose che chi ti sta di fianco la pensi diversamente da te, e anche molto), ma gli atti che vanno ad attentare alla vita dello stato.
Bene, tutto questo pippone per dire cosa? Per tentare di riprendere un occhio un po' più critico e distaccato su tutte queste bagarre. Antifascismo non significa sparare a zero contro tutto quello che è stato, è e sarà fascista, in odore di fascismo, potenzialmente fascista. Neppure - ed è quello che è successo - contro chi osa parlare con dei fascisti (al di là di quanto tutto sia molto più complicato di una semplice parola: dei fascisti con cui Lorenzo ha parlato fanno parte una fetta consistente di persone che appoggiano il movimento lgbt, per dire, il che non è esattamente l'immagine di fascista che ho io, e di sicuro non è rappresentativa del disciolto partito fascista, che è ciò che queste disposizioni avversano). Insomma, il fatto di non condividere uno o più punti di vista di una realtà politica/sociale (e tra la gente che passa su questo blog, suppongo che in ben pochi condividano certe ideologie, me incluso) non significa non poterci parlare, né il fatto di non condividere nessun punto di vista (per questo, rimando ai commenti di brullonulla sul post di indymedia). I risultati potranno esserci o non esserci, ma il dialogo, come dire, non ha mai ucciso nessuno, né tanto meno ha trasformato quel che è. O per essere precisi, sì, il dialogo trasforma: in meglio. Basta avere un cervello e usarlo.

Gli Italo esistono. Non è questione di avvicinarsi al fascismo, tra l'altro: il senso della campagna era diverso ed evidente, ovvero far vedere che l'omosessualità è una categoria completamente trasversale, che include tutti, dalla lesbica incinta al fascista, per l'appunto, e en passant ironizzare sugli stereotipi della nostra realtà, rompendoli con il fattore-omosessualità.

gli Italo esistono: è così, che lo vogliamo o meno, proprio perché l'omosessualità è questa simpatica bestiola a cui non frega niente di colore, credi, razze o religioni, ed entra nella vita di chiunque.

Cosa che faremmo bene a imparare da lei.

PS: kudos allo zaùrdo per la pazienza dimostrata nel fornirmi puntuali ed estesi riferimenti alle mie domande costituzionali. riferimenti chiaramente inutili, viste le mie pessime basi giuridiche, ma spero almeno apprezzi lo sforzo!
# | seriamente, politics, cazzimiei, bolognapride2008 | commenti (11) | 15/07/2008
 

Reiser

Lo ammetto, ci sono campi in cui anch'io scado nell'intrigo e rimesto nel pettegolezzo.

Hans Reiser è il geniale inventore di ReiserFS, nonché notevole egolatra, considerato il nome dato allo stesso. Cosa sia questo ReiserFS, se non lo sapete, poco importa: basti dire che è un componente software che sta(va) diventando sempre più adottato da tutte le distribuzioni Linux per una delle parti più critiche del sistema: la gestione dei file.

Bene, due anni fa sua moglie scompare. In circostanze misteriose. Hans nega tutto, fintanto che di recente, dopo essere stato praticamente già accusato, si decide a confessare e condurre i poliziotti dove ha seppellito la moglie Nina, uccisa - dice lui - in preda all'ira di una discussione sul loro divorzio.

In mezzo a tutto questo, aggiungiamo un altro lato inquietante, più personale. Hans Reiser è stato ospite dell'Università di Bologna per un seminario, ed è stato alloggiato in uno studentato. Indovinate chi gli era stato affibbiato come guida/aiuto locale in questo studentato? Eh? Bravi, indovinato.

(Inutile dirlo, sembra ormai destino del suddetto ReiserFS l'essere sostituito da altri sistemi meno... pericolosi)
# | comiche | commenti (5) | 11/07/2008
 

Strade (a Pride of mine)

Tanto so che se mi metto a pensarlo, questo post non salterà mai fuori. Quindi, lo scrivo di getto, così come viene, e qui e là lo correggo appena.

Quando dall'ufficio andiamo a mangiare in gastronomia, incrociamo inevitabilmente, sotto il solleone, una via: "Ettore Bidone, patriota". Al ritorno, invece, è "Ettore Bidone, patraiota". Sì, "patraiota", non "patriota", a causa di un errore di distrazione di chi ha preparato il cartello. Chissà quanti ne fanno ogni giorno.

Il Pride è stato lunghissimo. La mattina ai Giardini Margherita a dare una mano con il carro dell'Agedo, poi di corsa sotto le due torri, da lì di nuovo ai Giardini, a poi sempre a piedi tutti i viali, passando una porta dopo l'altra, quelle porte di Bologna che conosco da sempre e che non ho mai visto in questo modo.

Cofferati promette: intitoleremo una strada a Stefano Casagrande, una figura storica per il Cassero e per il movimento gay. Forse non sapete chi è: cercate allora un attimo su Google, troverete tutto quel dovreste sapere.

E poi, dai viali, ancora a piedi davanti al Cassero, ai graffiti disegnati per l'occasione, e si cammina sempre fino in Piazza 8 Agosto, dove finalmente possiamo sederci, almeno un po', mentre arriva sempre più gente a riempire ogni spazio vuoto.


Io, Ettore Bidone, onestamente, ignoro chi sia. Ho provato a cercare, davvero, ma non ho trovato nulla. E mi dispiace, perché così l'unico motivo per cui lo ricorderò sarà per il buffo "patraiota" sulla sua via.

Ma la strada di questo pride, e via Stefano Casagrande, non voglio facciano la fine di via Ettore Bidone. È egoistico il motivo: non voglio perché alla costruzione di questo pride, nel mio piccolo e piccolissimo, ho lavorato pure io; perché pure io c'ero sotto quel sole delle due del pomeriggio insieme agli amici miei, perché io sapevo di Stefano Casagrande prima della via e lo saprò dopo.

E perché, se finalmente rinuncio a ogni tentativo di fare il sostenuto e l'orgoglioso, ho poi avuto il miglior regalo di compleanno di sempre:
# | bolognapride2008 | commenti (12) | 01/07/2008
 
 
 

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